22 Novembre 2018

“Ma che traduttori audiovisivi e traduttori audiovisivi… traduttori e basta!”

 

QUANDO:

Giovedì 13 dicembre 2018

Registrazione dei partecipanti: 9:30 - 10:00

Seminario: 10:00 - 13:00 / 14:00 - 17:00

Pausa pranzo: 13:00 - 14:00 (la pausa pranzo è libera)

 

DOVE:

Aula44, via Caboto 44, Torino

 

COSA:

Il corso, in forma di peer-to-peer è riservato ai Soci AITI e prevede l’assegnazione di 8 crediti formativi professionali. Il costo di iscrizione è di 20 euro.

 

A seguire, alle 18, sempre in Aula44, brinderemo alle prossime feste e agli eventi AITI che ci attendono nel 2019!

Se lo desiderate potete portare colleghe/i non Soci al brindisi, basta indicarlo nel modulo di iscrizione.

Se non riuscite a essere presenti al corso, potete anche unirvi a noi solo per il brindisi (in questo caso indicate nel modulo la preferenza corrispondente - "Partecipo esclusivamente al brindisi")!

 

COME ISCRIVERSI (al corso, al corso e al brindisi, solo al brindisi):

Vai al modulo di iscrizione

 

Come di consueto prelazione per i Soci AITI PVDA dal 22 novembre al 29.

Chiusura iscrizioni il 7 dicembre.

 

CHI È LEONARDO MARCELLO PIGNATARO

Lucano d’origine, campano d’imposizione, romano d’adozione, torinese d'elezione,  traduce da oltre venticinque anni. Dopo essere vissuto in Inghilterra e Russia, e aver insegnato italiano L2, ha tradotto e traduce, dall'inglese e dal russo, per agenzie, riviste e quotidiani, televisioni, società di doppiaggio e adattatori. Si è laureato poi in Lingue e letterature straniere alla “Sapienza” di Roma, ha frequentato il Master in traduzione di testi inglesi post-coloniali dell’università di Pisa e si è dedicato così alla traduzione letteraria e saggistica. Ha tradotto, tra gli altri, Francis S. Fitzgerald (“Una nuova pagina”, in Racconti, a cura di Franca Cavagnoli, Feltrinelli, 2011) e V.S. Naipaul (La perdita dell’Eldorado, Adelphi, 2012), Lev Tolstoj (Di topi e di leoni, di orsi e di galline, Lapis, 2012), Daniil Charms (L’uomo che sapeva fare miracoli, il Saggiatore, 2014), Joyce Carol Oates (Sulla boxe, 66thand2nd, 2015), Pavel Florenskij (La filosofia del culto, San Paolo, 2016; Ikonostas, Adelphi, in uscita), Jim Gaffigan (Il cibo secondo Jim. Una storia d’amore,  Edt, 2015), Norman Lewis (Un’idea del mondo. I grandi reportage, EDT, 2016, e Una tomba a Siviglia, EDT, 2017), Samuel Beckett (Lettere. 1929-1940, Adelphi, 2018). Non ha però abbandonato la passione per la traduzione audiovisiva – per l'adattamento di serie televisive come Boardwalk Empire Game of Thrones (HOLD THE DOOR!) ma anche di prodotti Disney, come Phineas & Ferb e Shake it up Chicago! A tutto ritmo, e di informazione – a cui da qualche anno associa l'attività di docente di traduzione editoriale/saggistica, per le Scuole Civiche di Milano e l'agenzia formativa TuttoEuropa di Torino, e audiovisiva, per STL Formazione di Pisa e i progetti regionali di formazione di Lombardia Plus. Sta al momento lavorando per Adelphi al secondo volume delle Lettere di Samuel Beckett, e alla traduzione del romanzo Aviator di Evgenij Vodolazkin per Brioschi Editore, in attesa di mettere mano alla traduzione per l’adattatore Matteo Amandola della prossima, e ultima, serie, di Game of Thrones (L’INVERNO È ARRIVATO!)

 

FINALITÀ DEL CORSO

Il corso, in forma seminariale e non laboratoriale – niente compiti a casa, yeah! – è rivolto soprattutto a chi fa ancora confusione, o non si pone proprio il problema, sulle figure professionali della filiera della doppiaggio – la differenza tra rilevatore, traduttore, adattatore-dialoghista, doppiatore e direttore di doppiaggio la sapete, eh? – e a chi crede che la traduzione per l’audiovisivo sia governata da misteriose formule alchemiche  – ma voi di quanto riducete il testo? Perché lo riducete vero? C’è un criterio matematico? – e viva in un universo parallelo al mondo della traduzione-traduzione.

Così, nella prima parte della giornata si affronteranno aspetti più teorici – quali sono le “traduzioni” audiovisive, la filiera dei prodotti audiovisivi, il contratto nazionale (andate avanti voi che a me vien da ridere!), com’è fatto uno script, la terminologia, le convenzioni, com’è fatta la traduzione di uno script, come si valutano la traduzione di uno script e un doppiaggio – esaminati alla luce di esempi tratti dalla prassi.

Nella seconda parte si affronteranno invece gli aspetti puramente “traduttivi” e con ogni tipo di traduzione condivisi, ma alla luce del prodotto audiovisivo. Si parlerà quindi di domesticazione e di straniamento, di prestito, di calco, di esplicitazione, di ricreazione – no, non nel senso di panciolle… – di tendenze deformanti – maro’, Berman pure qua?! Sì, però con il gusto di deviarne punto per punto…  – di turpiloquio – ah, mo’ siete interessati! – anche in questo caso con il supporto di esempi tratti da prodotti audiovisivi… già, quelli che con tanto gusto alcuni chiamano case studies. Ma perché, esempi che male vi ha fatto?

E infine… ci salutiamo e brindiamo.

A più tardi e qua il cinque!